FOCUS
SANITA’ LOMBARDA
La
sanità in Lombardia sta radicalmente cambiando. Il processo, messo in atto già
dalla Giunta Formigoni, di razionalizzazione del sistema sanitario lombardo,
altro non è che un vero e proprio smantellamento della sanità pubblica regionale.
Con
la Giunta Maroni questo “processo di
razionalizzazione” è sfociato con la chiusura notturna di alcune postazioni di
Guardia Medica (Menaggio su tutti) o addirittura con la soppressione di alcune
di esse, accorpate ad altre. Questo processo di razionalizzazione prevede,
semplicemente per motivi di bilancio, il ridimensionamento (con declassamento a
presidio) di due importanti ospedali della Provincia di Como: Mariano Comense e Menaggio.
I
managers della sanità lombarda, quelli sopravvissuti all’ondata di inchieste
penali, continuano ad infischiarsene dell’art. 32 della Costituzione che
definisce il diritto alla salute come un diritto FONDAMENTALE per i cittadini.
Per loro di fondamentale c’è solo il proprio conto corrente bancario che si impenna
facendo affari con la sanità privata, saccheggiando quello che rimane della
sanità pubblica, ormai abbandonata a se stessa.
Come è emerso anche dall’incontro
tenuto a Milano presso la Segreteria Regionale il partito della Rifondazione
Comunista ha l’obbligo di mobilitarsi sul territorio e di porre delle
iniziative di contrasto a questo piano scellerato ma, soprattutto, di fare
proposte concrete a tutela di ciò che resta della sanità pubblica nel nostro
paese.
Dalla
discussione milanese è emerso che la stessa qualità del sistema sanitario
pubblico rischia di peggiorare notevolmente a causa delle poche risorse che
vengono destinate sia dai governi regionali che da quelli nazionali.
Il
federalismo in sanità (così come nell’istruzione) sta creando gravi danni al sistema
sanitario nazionale. Attualmente in Italia abbiamo 20 sistemi sanitari
differenti poiché ogni regione ha una sua regolamentazione, per cui si viene a
creare anche una disparità di trattamento tra cittadini residenti in una
regione rispetto a coloro che sono residenti in un’altra! Tant’è che si è
creato un contenzioso enorme tra stato e regioni su questo tema. Ci sono
regioni meridionali che hanno subìto l’assalto alla sanità da parte delle
organizzazioni criminali, che hanno fatto da sanguisughe prosciugando i bilanci
e infiltrandosi nelle amministrazioni (un esempio su tutti: la Calabria.
L’omicidio del Vice Presidente Fortugno matura proprio per il controllo della
ASL di Locri).
Quindi, gestione
scellerata da un punto di vista politico ma anche leggi sbagliate.
Non
solo le Leggi Bassanini sul federalismo con le successive modifiche ma anche la
legge che ha inserito il pareggio di bilancio in Costituzione è deleteria oltre
che illogica.
I
migliori sistemi sanitari pubblici (il nostro era all’avanguardia sino alla
fine degli anni ottanta) sono sempre stati in deficit (seppur non eccessivo)
poiché è impossibile che siano in attivo. Basti pensare ai sistemi di
previdenza pubblica europea che funzionano perfettamente ma sono in deficit da
sempre.
Quindi
ci stanno raccontando una favola: vogliono farci credere che nella sanità,
nell’istruzione e nella stessa giustizia (basti pensare alla soppressione dei
Tribunali) si debba guardare al bilancio smantellando servizi essenziali come
gli ospedali e la continuità assistenziale!! Violando la Costituzione, che è la
nostra prima fonte del diritto.
La
situazione è critica. Il partito della Rifondazione Comunista dovrà combattere
sul territorio per salvaguardare ciò che resta della sanità pubblica e, nella
Provincia di Como, è necessario concentrarsi sulla chiusura dei due ospedali.
Nel caso di Mariano, con una proposta di “riconversione” della struttura
ospedaliera che il nostro candidato sindaco, Giulietto Russo, ha intenzione di
proporre. Nel caso di Menaggio è indispensabile coinvolgere la cittadinanza,
tenuto conto dei disagi che ciò comporterà dovuti anche ad una conformazione
orogeografica particolare del territorio dell’Alto Lario. CHIUDERE LE GUARDIE
MEDICHE E GLI OSPEDALI comporta semplicemente due effetti:
1. I
cittadini più abbienti si rivolgeranno alla sanità privata e, data la vicinanza
geografica, espatrieranno (come già succede) in Canton Ticino per farsi curare;
2. I
cittadini meno abbienti, non potendo permettersi i costi della sanità privata,
saranno costretti a FARE A MENO DI CURARSI o, nella migliore delle ipotesi, a
rivolgersi ad Emergency che, proprio a causa della situazione della nostra
sanità pubblica, ha aperto anche una postazione in Lombardia per la cura degli
indigenti (50% dei quali sono italiani!!).
Questa
è la situazione drammatica a cui stiamo assistendo nella nostra regione e che,
ormai , ha preso una strada in discesa, nel senso che non c’è alcuna volontà di
bloccare questo “processo di razionalizzazione”.
Il
1 marzo a Milano ci sarà una iniziativa pubblica, organizzata dal Partito della
Rifondazione Comunista, che coinvolgerà sindacati e associazioni presenti sul
territorio per far si che si possa, tutti insieme, tutelare adeguatamente la sanità
pubblica.
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