"La Bona Sola" Questo è un contributo prodotto da alcuni docenti della provincia di Como, il nostro Partito assume questo testo come base di discussione da allargare a studenti e genitori e a tutti il lavoratori della scuola.
Il piano scuola Renzi- Giannini
Quello che vi propongo è un indice ragionato delle questioni più importanti che vengono poste nel documento 'La Buona scuola';
Non si tratta semplicemente del solito elenco di promesse '
alla Renzi';
C'è
di più, e c'è di peggio, purtroppo.
Dietro la grafica leziosa , dietro il
linguaggio “alla mano” ci viene proposta un ' idea di scuola che giudichiamo
negativamente
Vediamo perchè.
Nella colonna a destra rilievi ,
osservazioni e proposte per una scuola
pubblica che garantisca il diritto allo studio , che rispetti il dettato
costituzionale
I punti salienti
|
Le
nostre critiche, le nostre proposte
|
All' Italia serve una buona scuola
|
|
Pag 6
[…] se le scuole diventano luoghi dove si
pensa, si sbaglia, si impara”
|
All’inizio del documento si legge testualmente che il rinnovamento
proposto potrà realizzarsi solo “se le scuole diventano luoghi dove si pensa,
si sbaglia, si impara”….. cosa sono allora attualmente le scuole secondo il
Ministero?
|
1. Assumere tutti i docenti di cui la
buona scuola ha bisogno
|
1.Lavoro
stabile, lavoro flessibile, lavoro precario
|
Nelle
prime 41 pagine viene esposto il trattamento che sarà riservato ai docenti
non di ruolo;
Le
150.000 assunzioni straordinarie che
vengono promesse dal Ministro per il 2015 corrispondono più o meno al numero
di insegnanti precari che , da
anni, vengono assunti a settembre con
contratti a tempo determinato e che sono indispensabili per il
funzionamento della scuola italiana .
Il
governo non fa che adeguarsi ad una sentenza della corte di Giustizia europea
che colpiva il comportamento dell' Italia proprio per il ricorso massiccio e sistematico a contratti
di lavoro temporaneo su posti di lavoro fissi.
|
|
2. Le nuove opportunità per tutti i
docenti...
|
2.1valutare e premiare.....
|
Da pag. 42 a pag. 63 si propone una
differenziazione degli stipendi non più basata, come accade oggi,
prevalentemente sull' anzianità di servizio bensì sull'accumulazione di crediti
didattici, formativi e professionali.
A)Crediti didattici: vengono concessi per riconoscere la capacità di un insegnante di migliorare
l'apprendimento dei suoi studenti....
B) Crediti formativi ,vengono concessi a chi attività di formazione in servizio, ricerca,
produzione scientifica
C) Crediti Professionali vengono concessi a chi svolge incarichi per
il miglioramento del servizio e per l'efficienza dell' organizzazione
pag. 52
A pag. 51
si parlava di “banche ore” costituite dalle ore “guadagnate” dai
docenti nei giorni di sospensione dell’attività didattica, da “restituire” in
forma di prestazioni aggiuntive richieste dalla scuola……
|
Si
tratta dei due cardini sui quali è basata la proposta che riguarda da vicino
il rapporto tra qualità del lavoro e retribuzione degli insegnanti.
A)Chi
misurerà l'apprendimento?
Con
quali criteri?
Se
verranno riproposti test uguali per
tutti ( tipo i famigerati test INVALSI)
Se
alla fine dei conti , i risultati ottenuti dagli studenti determineranno la
retribuzione dei professori...
ogni
insegnante cercherà in primo
luogo di addestrare gli alunni al
superamento dei test trascurando di
lavorare su aspetti difficilmente misurabili in una prova oggettiva
(esempi)
B)Ancora una volta lo studio, le
letture, la produzione di moduli didattici , che sono il lavoro quotidiano
e necessario che ogni insegnante svolge per mantenersi aggiornato ,
non vengono riconosciuti per il tempo che richiedono , non vengono
retribuiti in modo diretto e con un
tariffario trasparente;
al
contrario sono compensati con una quota di punteggio che si trasformerà , se
i punti saranno sufficienti , in un aumento mensile di 60 euro ogni tre anni
C) le numerose
attività non di insegnamento necessarie al funzionamento della scuola (
orario, aggiornamento del piano dell' offerta formativa, gestione viaggi d'
istruzione, coordinamento di classe e di dipartimento) come tutte le azioni
che comportano discrezionalità da parte dei dirigenti scolastici si prestano
ad essere origine di favoritismi o discriminazioni.
Pag. 51 Oltre il danno, la
beffa! Non solo non si tiene in alcun conto la quantità enorme di lavoro
sommerso svolto dai docenti, ma addirittura li si ritiene in debito verso
l’istituzione scolastica.
No al sistema
dei crediti
( e una controproposta)
RETRIBUIAMO IL LAVORO SVOLTO
Il
sistema proposto elude completamente il lavoro sommerso, che è il vero
problema della retribuzione dei docenti;
Le
stime ci dicono che per una cattedra di 18 ore di lezioni in classe un
docente necessita almeno di 15 ore (per tenersi minimamente aggiornato sui
contenuti e sulle metodologie, per preparare, correggere e valutare le
verifiche, preparare le lezioni, progettare nuove unità didattiche).
Noi
proponiamo questi criteri;
a)
misurazione del tempo impiegato per
svolgere le seguenti attività
1)
preparazione verifiche
2)
correzione elaborati e valutazione
b)calcolo
della retribuzione in base a
tabelle che riconoscano le specificità delle singole discipline e il
numero di alunni /docente
c)
rendicontazione scritta del tempo
impiegato per l'adeguamento e la messa a punto di materiali per unità
didattiche già predisposte e
conseguente retribuzione in base ad apposite tabelle
b)
facoltà per ogni insegnante di accesso
a quote ulteriori di salario ( con un tetto massimo uguale per
tutti) in cambio di una produzione documentata che comprenda:
a.nuovi
materiali per tenere le lezioni e per svolgere esercitazioni in classe ,
b.nuove
esperienze di sperimentazione metodologica ,
c.studio per l'approfondimento di contenuti
disciplinari,
adeguatamente
documentati , corredati di apparati bibliografici e trasferiti sul supporto
più idoneo per la loro condivisione;
Mettendo
a disposizione ogni anno una quota di
risorse specifiche per simili attività facoltative si costituirebbe un
patrimonio di materiale didattico continuamente aggiornato;
Si investirebbe in ricerca e innovazione nell' unico
modo che è veramente utile alla scuola, cioè valorizzando la professionalità
dei docenti.
Si retribuirebbe, finalmente, il lavoro svolto.
|
2.2 docenti a chiamata, girovaghi e in lotta senza
esclusione di colpi
|
|
Pag. 58 e seguenti
Il NUCLEO di VALUTAZIONE INTERNO
(NVI) composto da quattro membri dei quali uno esterno alla
scuola, individua fra i docenti di ogni scuola solo
quel 66% che , avendo
accumulato più crediti nel triennio precedente, può accedere ad un aumento di stipendio.
Per gli altri non se ne parla
Per chi rimane escluso si propone
di trasferirsi in un'altra scuola dove la media dei punteggi è più bassa in
modo da trovarsi in buona posizione per il successivo triennio
(p.58)
“Tutto
ciò riduce la differenza fra le scuole e favorisce la coesione sociale” (p.58)
|
Nella attribuzione di crediti
viene proposta una norma che richiama le proposte fatte in passato da
sottosegretari e ministri
berlusconiani ed è basata sulla esasperata concorrenza che si vorrebbe
creare fra i docenti:
Non ci vuole molto per
immaginare la rissa che si verrebbe a produrre per aggiudicarsi un punteggio
abbastanza alto, lo strascico di contestazioni, di sospetti favoritismi, di
dubbi sull'operato del NVI; qualunque persona di buon senso sa che , anche
solo per motivi pratici , tale disposizione è praticamente inapplicabile
E' la guerra fra i poveri: se un
docente si trasferisce dove ci sono docenti ' mediamente meno bravi'
che fine faranno i colleghi al posto dei quali egli subentra?
Faranno di tutto per ottenere un
credito maggiore andando a caccia di incarichi, di corsi di formazione ,
spronando i propri alunni perchè, prima di ogni altra cosa, superino i test INVALSI?
Migreranno anche loro verso scuole dove ci sono colleghi ancora meno
bravi ?
E così via scivolando sempre più
in basso?'
Tutto ciò determina solo
a) mobilità verso il basso,
(perchè nessuno rischierebbe di spostarsi in scuole dove si sono docenti 'più
bravi' di lui)
b) la formazione di scuole di
serie A,B,C...
c) tensioni e conflitti
nelle relazioni personali interne alle scuole di ogni ordine e grado
Le leggi della concorrenza più
selvaggia vengono applicate per un lavoro che dovrebbe formare i cittadini
all' accoglienza e alla solidarietà
IN CONCLUSIONE:
LE RETRIBUZIONI E L' ORGANIZZAZIONE DEL
LAVORO E DELLE MANSIONI VANNO DEFINITE ATTRAVERSO LA
CONTRATTAZIONE; SOLO SENTENDO IL PARERE DEI LAVORATORI SI PUO' ARRIVARE ALLA DEFINIZIONE DI DIRITTI E DOVERI.
Il contratto della scuola non si
rinnova da 7 anni!!!!!
|
3.La vera autonomia:valutazione,
trasparenza, apertura
|
3. chi decide, chi controlla, chi valuta
|
Pag. 64 nuovi organi collegiali
si parla di
·
consiglio dell' istituzione
scolastica
·
dirigente scolastico
·
consiglio dei docenti
·
organo di valutazione
pag. 65
Il sistema nazionale di
valutazione SNV;
Il SNV dovrebbe entrare invigore dal 2015 al 2016;
è fondato su un rapporto di valutazione e su un conseguente piano di
miglioramento
all' esito del Piano di Miglioramento
sarebbero legati, come premio
a) i finanziamenti del MOF
b) gli stipendi dei Dirigenti
Scolastici
pag. 66
al SNV sarebbero sottoposte scuole pubbliche e paritarie
Le scuole paritarie valutate
positivamente avranno maggiori certezze delle risorse loro destinate
nonché garanzie di procedure semplificate per la loro assegnazioni
pag. 68 Registro nazionale dei docenti della scuola
Strumento che gestisce elettronicamente
e rende pubblici e accessibili i curricula dei docenti
Questo per incentivare la mobilità
professionale
dalla propria disciplina ad altre
'affini'
da un ordine scolastico all' altro
da cattedra ad altre mansioni
e la mobilità geografica (da scuola a scuola)
Il DS potrebbe chiamare un docente
che gli serve e “che abbia
un curriculum congeniale ai bisogni della sua scuola”
|
Pag. 64, sulla funzione degli
organi collegiali sembra si siano intercettati i malumori dei docenti
per le troppe riunioni, l' insofferenza ormai prevalente nei rapporti scuola
famiglia, tutti improntati – anche loro – ad un contenzioso
individuale sulle sorti del singolo
alunno;
si capisce che non venga fatto
alcun cenno alla riforma degli organi collegiali...
si aspetta che muoiano di morte
naturale?
La scuola deve tornare ad essere
un luogo di formazione fondato sulla partecipazione ed il confronto
democratico fra tutte le sue componenti
Il MOF smetterebbe di essere
assegnato in base alla dimensione delle scuole, e verrebbe messo in palio in
una competizione fra istituti.
Non si parla di aumento delle
risorse destinate al MOF; si fa ancora sentire la tendenza inaugurata dai
Ministri dell' ultimo governo Berlusconi che vararono una ' riforma della
scuola' basata unicamente sui tagli alle risorse; questo è il punto centrale:
ricordiamo che l'Italia è 21° posto in Europa (su 26 stati) nella
classifica del rapporto fra spese per l' istruzione e PIL
come tutti ricorderanno di
recente il MOF è stato impiegato in modo improprio per pagare scatti di
anzianità arretrati... ciò significa riconoscere un diritto ( gli
scatti) riducendone drasticamente un altro ( i finanziamenti alla
didattica)
Art. 33 della Costituzione
italiana
“ Enti e privati hanno il
diritto di istituire scuole e istituti di educazione senza oneri per lo
stato”
Siamo al paradosso: in un
documento ufficiale del M.I.U.R. Si prospetta una soluzione chiaramente
anticostituzionale.
Questo sembra il “calcio
mercato”
Alcune considerazioni :
- se un DS può chiamare i
docenti
può anche scambiarli/cacciarli
- come viene convinto a
trasferirsi un docente?
- il docente può rifiutarsi?
- la facoltà di trasferirsi si trasforma in disponibilità (
flessibilità) ad essere spostato
partiamo prendendo per buona la
teoria secondo la quale mobilità sia fondamentale per migliorare la preparazione
degli insegnanti....
ma allora, perchè non garantirla
come libera scelta, attraverso l' istituzione dell' anno sabbatico?
La possibilità di un confronto
periodico con esperienze didattiche compiute in scuole diverse da quella in
cui si presta servizio
L' osservazione di metodologie
di apprendimento, l'approfondimento di contenuti e l' aggiornamento rispetto
al proprio campo disciplinare sono vitali per il miglioramento dell' offerta
didattica
Durante l' anno sabbatico, il
docente, sollevato dall' insegnamento potrebbe
a) lavorare in compresenza con
colleghi in classi/ scuole diverse dalla propria
b) approfondire attraverso lo
studio individuale
c) osservare metodologie e stili
di insegnamento
d) frequentare corsi di livello
universitario
e) aggiornare i propri
strumenti di lavoro quotidiano(unità
didattiche)
|
3.6 una scuola che include chi più ha
bisogno...
|
|
Pag. 78 solo mezza pagina è dedicata all’inclusione: viene citata, fra
l’altro, solo la categoria dei disabili…….
|
Pag. 78 In una società complessa e multietnica come quella attuale non
avrebbe meritato maggiore attenzione il discorso dell’accoglienza e del
pluralismo? E i famosi BES non vengono nemmeno nominati, mentre sappiamo che
sempre più la scuola deve confrontarsi con casi particolari e bisogni
speciali di allievi che richiedono profondo rispetto e massima attenzione,
nonché competenza e professionalità sia nell’approccio umano che didattico.
|
4) Ripensare a ciò che si impara a
scuola
|
|
Le parole sono importanti
n
tutto il documento si usano continuamente parole inadeguate come
“governance”, “squadra”, “produrre”, “creare”, “migliorare”
|
Le parole sono importanti
Dove sono finiti i termini
“educare” e “formare”?
|
Pag. 91:
per gli
italiani è importante saper leggere e produrre bellezza
pag.91
valorizzare
le meraviglie artistiche per rilanciare il turismo
insegniamo
ai giovani creare impresa con il 'made in Italy'
pag. 95
Il nostro
è il secolo dell' alfabetizzazione digitale (…)
La scuola
deve insegnare a non essere solo consumatori di digitale;(...) a non
accontentarsi di utilizzare un sito web, una app(...) ma a progettarne uno.
Pag. 97
l'analfabetismo
finanziario ( comprensione dei meccanismi economici e finanziari) fra gli studenti in Italia è molto al di
sopra della media europea
|
La necessità di ricollocare un certo numero di docenti
di arte nel primo biennio ha fatto rispolverare
alcuni luoghi comuni ( vedi a fianco) che non
corrispondono all'ambizioso titolo.
Infatti . se davvero
considerasse la storia dell' arte nella sua funzione formativa-
il MIUR dovrebbe inserirla , ad esempio, in quegli indirizzi che preparano
chi concretamente metterà mano al
patrimonio artistico e paesaggistico
( gli ex geometri degli ist. tec. ad indirizzo
costruzioni ambiente e territorio) :
La pratica dei
linguaggi artistici e musicali è da considerare essenziale per la formazione
complessiva di ogni cittadino; il documento MIUR ne fa uno strumento per
vendere la bellezza italiana all' estero o un trastullo per adolescenti
3) la
creatività , se la intendiamo come capacità di trovare soluzioni
originali è un obiettivo trasversale
rispetto a tutte le discipline
L'analfabetismo
vero che dilaga nella scuola italiana, riguarda i problemi del mondo
attuale;
questo potrebbe essere il nome di uno sforzo
didattico trasversale, o meglio di
un approccio che, praticato in ogni ambito disciplinare tradizionale, mostri
costantemente un confronto fra passato e presente, fornisca strumenti
per analizzare e leggere i fatti, e per agire nella realtà contemporanea;
L'approccio al presente è imprescindibile per creare
coscienze critiche e consapevoli, obiettivo comune a tutte le discipline;
Più che a giocare in borsa si dovrebbero
insegnare pratiche di
-consumo consapevole
-stili di vita sostenibili
si dovrebbe
diffondere consapevolezza della -limitatezza delle risorse del pianeta,
veri requisiti per una cittadinanza all' altezza dei
nostri tempi.
Infine, a proposito di ripensare ciò che si impara a
scuola: il documento Renzi Giannini non dice una parola
sull' istruzione
permanente,
sull'aggiornamento culturale e professionale in
quanto diritto di ogni cittadino,
sulla scuola per adulti e anziani come
strumento per elevare il livello culturale complessivo del paese.
Sull'accesso al sapere come diritto
universale e quindi da garantire in forma assolutamente gratutita
|
Pag. 98
si parla
della necessità per tutti gli indirizzi di un “cuore di discipline di base
snello e comune”, a cui aggiungere le più importanti discipline opzionali in
grado di preparare gli allievi al mondo del lavoro, si sostiene infine che le
scuole devono ”produrre un’offerta formativa più rispondente alle esigenze
delle famiglie e dei territori”
|
Con queste parole non si fa altro che nascondere
un messaggio pericoloso e svilente: che la scuola deve essere asservita ad
una società che considera importante solo ciò che è materiale ed
economicamente quantificabile, che la cultura vera e profonda non serve e va
bandita da un percorso finalizzato esclusivamente a soddisfare bisogni
immediati. La scuola dovrebbe invece essere il faro della società, non un’istituzione
che ne assecondi passivamente gli istinti, perché solo una formazione ampia e
profonda può rendere le persone migliori e in grado di svolgere qualunque
lavoro.La scuola non è un luogo di “produzione”, non è un’azienda, ma un
luogo di formazione ed educazione di persone, che attraverso l’ampliamento
dei propri orizzonti culturali diventano più consapevoli della propria
identità personale e storica, che sviluppano il proprio spirito critico e
imparano a convivere in una società complessa e plurale, accogliendo stimoli
e diversità di orizzonti, senza per questo rinunciare alla propria
specificità. La scuola insomma è un laboratorio di integrazione ed
inclusione, una palestra di humanitas, di ricchezza valoriale raggiungibile
solo attraverso la cultura, ma anche, in modo più semplice (e non per questo
meno importante), un luogo nel quale non si può rinunciare ad un’istruzione
di base solida e non “snella”, nella quale le competenze basilari non vengano
accantonate né semplicisticamente catalogate come “obsolete” o date per
scontate, a vantaggio di una specializzazione tecnica, di una modernizzazione
a tutti i costi, che rischia di divenire prioritaria e di appoggiarsi poi su
basi d’argilla.
|
5. Fondata sul lavoro
|
Addestramento o formazione?
|
pag. 106 Alternanza obbligatoria
scuola lavoro
pag. 108
Impresa didattica ( la scuola può
commercializzare beni e servizi prodotti)
Bottega scuola
Apprendistato sperimentale
p. 111 ; per fare della
manifattura italiana la leader mondiale del XXI secolo
|
Per come viene enunciata sembrerebbe questo: le
aziende hanno bisogno di personale già addestrato; per come è organizzato
oggi il mondo del lavoro nell' industria e nel terziario le aziende avrebbero
bisogno soprattutto di personale già pronto per mansioni semplici; la scuola
si deve prestre a questo?
Scuola che realizza profitti....
( quali tutele per i giovani studenti lavoratori?)
la mano d'opera è gratutita?) non una parola su questi temi, il che fa pensare che si
tratti di lavoro totalmente gratuito prestato dagli studenti
Si parla solo di istruzione tecnica professionale
e invece, oltre all' industria manifatturiera...
occorrerebbe invece che la scuola si facesse carico
della formazione anche in riferimento
alle seguenti emergenze nazionali, che apparentemente non fanno
realizzare profitti, ma....
a) conservazione, restauro e accessibilità del
patrimonio artistico e culturale
b) estensione del servizio bibliotecario
c) aggiornamento del catasto
d) aggiornamento carta geologica
e) manutenzione dell'assetto idrogeologico
f) …... elenco interminabile
come si può facilmente immaginare tutti gli ordini di
scuola possono essere coinvolti in una
alternanza scuola lavoro
|
Le
risorse pubbliche e private
|
INVESTIMENTI PER LA SCUOLA PUBBLICA: zero
|
Pag. 119
attrarre sulla scuola molte risorse private
pag. 121
stabilizzare e vincolare agli scopi
originari le risorse del MOF
distribuire
le risorse in modo premiale
pag. 123
PON 800 milioni nel settennio
2014-2020
le scuole
si devono trasformare in fondazioni per ricevere più facilmente finanziamenti
facilitazioni
fiscali per chi investe risorse nella scuola
premi
alle aziende
microfinanziamento
ai
progetti didattici più innovativi
per
sostenere le iniziative che danno più speranze
126
strumenti di finanza buona
le
obbligazioni ad impatto sociale:
Con i
soldi raccolti attraverso queste obbligazioni si finanzierebbe la ricerca di
soluzioni contro la dispersione scolastica e contro l' insuccesso scolastico,
la rendita economica per chi
sottoscrive queste obbligazioni verrebbe dai fondi risparmiati
NON svolgendo più corsi di recupero;
|
I fondi MOF, istituiti per finanziare il miglioramento
dell'offerta formativa, erano il pilastro su cui si basava la contrattazione
d' istituto;
portandoli da 1milardo e 400 milioni del 2011
ai 480 milioni
del 2014
si realizza il disegno che fu del ministro brunetta :
abolire la contrattazione d' istituto e con essa il ruolo delle
rappresentanze sindacali unitarie (RSU
Per evitare la distribuzione a pioggia ,che sa molto
di elemosina ( con i soldi indicati qui a fianco, ogni scuola italiana
riceverebbe in media poco più di un migliaio di euro all'anno) si scatena la
competizione:
premiale significa
che, con tutti i mezzi possibili, ogni scuola dovrà dimostrare di valere più
delle sue concorrenti.
L'assenza di investimenti da parte dello stato , e la
conseguente 'necessità' di un ricorso a risorse private, trasforma la scuola
Italiana da scuola della repubblica a semplice agenzia formativa, soggetta
alle leggi del mercato e ispirata , nelle sue scelte sui contenuti , sulle finalità e sulle metodologie agli
interessi particolari degli investitori
privati.
la scommessa sulle bocciature diventa un prodotto finanziario
La dispersione scolastica, l'abbandono e l' insuccesso
si combattono , specialmente in questi tempi di crisi, garantendo la completa
gratuità della scuola , fornendo gratuitamente sussidi, spazi e
servizi specialmente per le fasce sociali più deboli, le prime ad essere
espulse dalla scuola.
Il diritto allo studio, tema del tutto ignorato
in 126 pagine , non sembra rientrare
nelle finalità del MIUR che ,stando a quanto scritto sopra ,non si
propone più di operare secondo il dettato costituzionale “per rimuovere
gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
libertà e l' uguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (...)”
|
P.S.La scuola è fatta solo di insegnanti e alunni?
Nei sei capitoli del documento non si parla mai del
personale non docente.
Bidelli, personale amministrativo, tecnici di laboratorio
Non si tratta di una semplice dimenticanza:
dopo aver letto il capitolo 6, dedicato alle risorse,
pubbliche e PRIVATE, ci sembra che il non detto parli
a sufficienza;
E' facile immaginare che i prossimi passi del MIUR
riguarderanno l' esternalizzazione dei servizi di pulizia, amministrazione e
funzionamento e manutenzione tecnologica;
da un lato per la solita logica del risparmio , dall'
altro per demolire ulteriormente le tutele sindacali dei lavoratori;
chi si occuperà più di bidelli segreteria e tecnici
quando questi saranno assunti fuori dal contratto nazionale della scuola ?
|
Commenti