Sono
passati ben trentaquattro anni dall’entrata in vigore della legge n.646 del 13 settembre 1982 meglio
conosciuta come Legge Rognoni-La Torre.
Fu
la prima legge ad aver introdotto nel codice penale il reato di “associazione
di tipo mafioso” (l’ormai noto 41
bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili
all’accumulazione illecita di capitali.
Fu
un colpo durissimo per le mafie.
Per
la prima volta una legge dello Stato
poteva portare via ai mafiosi beni mobili e immobili, linfa vitale per le
associazioni criminali.
Non
a caso sia Riina che Provenzano hanno duramente combattuto il regime del 41 bis
anche da latitanti perché avevano intuito che, se non si fosse “ammorbidito”,
avrebbe bloccato gli affari criminali.
Purtroppo,
tuttora permangono delle forti criticità relativamente all’applicabilità di
tale legge. Una su tutte la burocrazia che con i suoi lunghissimi tempi
impedisce la reale confisca di un bene immobile causandone spesso il depauperamento
e l’inutilizzabilità a fini sociali.
Restituire alla collettività i beni confiscati alle
mafie. Per questo principio di altissimo
valore etico e simbolico il compagno Pio La Torre ha dato la vita.
Per
questo non ci stancheremo mai di ricordarlo e di ricordare l’importanza della
legge che prende il suo nome.
Como,
13 Settembre 2016
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